Archivio per Settembre 2008|pagina archivio mensile

una lavagna ed un pezzo di gesso

Ha avuto una splendida idea. Io pensavo di riempire il vuoto di quel muro, in cucina, con un quadro, una foto gigante di un paesaggio di colline, vigne e cipressi. Ma lui ha avuto un’idea migliore. Una lavagna, una grande lavagna come quelle di scuola, con il bordo inferiore generoso ed accogliente per i gessi e la polvere del ripensamento. L’abbiamo comprata ad un ingrosso di forniture scolastiche.

Una volta a casa, ha aspettato con pazienza per un paio di settimane, appoggiata ad un muro nell’ingresso, il tempo e la voglia di chi doveva appenderla. Ma Cicalina non ha aspettato, e avendola li’ a portata di mano, ad altezza di bimba, ha dipinto un quadro realistico di quel che saranno gli anni a venire: scarabocchi, gessi colorati e manine appiccicose.

Una lavagna e’, per me, paesaggio mutevole, generoso, che mi presenta ogni giorno cio’ che voglio leggere e cullare nel cuore finche’ l’uso e l’abuso, o un diverso stato d’animo, lo privino di significato. Si presta a cambiamenti d’animo e d’umore, e mi ricorda ogni giorno, quando mi alzo (messa com’e’ li’ sopra alla macchina del caffe’) che sta a me riempire il grigio.

Oggi, dice cosi’:

“So with the lamps all put out,

the moon sunk,

and a thin rain drumming on the roof

a downpouring of immense darkness began.”

Virginia Woolf

 

Cosi’

con le lampade spente,

la luna affondata,

ed il tambureggiare di una pioggia sottile sul tetto

inizio’ un diluvio di oscurita’ immensa.

foto di Magdalena Wanlhi